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Sicurezza delle presse: dove l'esperienza conta di più
Le presse sono storicamente tra le macchine più pericolose dell'industria: elevate forze, tempi di ciclo rapidi e interazione continua con l'operatore. La loro sicurezza si gioca su norme specifiche e su scelte che non ammettono approssimazione.

Un rischio che non ammette errori
Punzonatura, tranciatura, stampaggio: nella pressa la zona di lavoro è accessibile e le forze in gioco sono enormi. Le statistiche infortunistiche lo confermano da decenni: gli infortuni alle mani sulle presse sono tra i più gravi del settore meccanico. Per questo le presse dispongono di norme armonizzate di tipo C dedicate, che specificano i requisiti in modo cogente.
Le norme di riferimento
Le presse meccaniche seguono la EN 692, le presse idrauliche la EN 693. Le norme definiscono nel dettaglio le misure di sicurezza: ripari fissi e interbloccati, comandi bimanuali, barriere fotoelettriche (ESPE) di tipo 4, caratteristiche dei circuiti idraulici ed elettrici di sicurezza, controlli degli sbilanciamenti e protezione contro gli interventi non intenzionali dell'attrezzo.
Le misure di protezione tipiche
- Comandi bimanuali con contemporaneità e riarmo obbligatorio tra un ciclo e l'altro
- Barriere fotoelettriche con distanza di sicurezza calcolata sul tempo di arresto
- Ripari interbloccati per le zone accessibili della pressa e del volano
- Arresto di emergenza e funzioni di sicurezza con PL/SIL adeguato alla EN 13849-1 o IEC 62061
- Protezione contro la caduta dell'attrezzo e gli interventi inattesi della slitta
Retrofit e modifiche: attenzione alla conformità
Molte presse in servizio sono macchine mature sottoposte a modifiche: nuovi controlli, cambio dei comandi, automazione dell'alimentazione. Una modifica sostanziale può richiedere una nuova valutazione di conformità: aggiornare la sicurezza senza aggiornare la documentazione è tra gli errori più frequenti e più rischiosi.
Gli errori più comuni
- Comandi bimanuali installati senza verifica di contemporaneità e distanza
- Barriere fotoelettriche posizionate senza il calcolo della distanza di sicurezza
- Interblocchi dei ripari bypassabili o non monitorati
- Presse modificate senza aggiornare valutazione dei rischi e fascicolo tecnico
- Manutenzione eseguita senza procedure di isolamento delle energie
