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Cybersecurity delle macchine: cosa cambia con il Regolamento (UE) 2023/1230

Le macchine sono sempre più connesse, e la sicurezza informatica diventa requisito di legge: dal 20 gennaio 2027 il nuovo Regolamento Macchine impone ai costruttori di proteggere software, dati e funzioni di sicurezza da manomissioni e accessi non autorizzati.

Cybersecurity delle macchine: cosa cambia con il Regolamento (UE) 2023/1230
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Perché la cybersecurity entra nel Regolamento Macchine

Digitalizzazione e interconnessione hanno reso gli impianti più efficienti, ma anche più esposti: un attacco informatico a una macchina non compromette solo i dati, può alterare le funzioni di sicurezza e generare situazioni di pericolo reale per le persone. Per questo il legislatore europeo ha smesso di trattare sicurezza funzionale (safety) e sicurezza informatica (security) come mondi separati: oggi sono due facce della stessa conformità.

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Cosa chiede il nuovo Regolamento

Il Regolamento (UE) 2023/1230 introduce requisiti essenziali di sicurezza dedicati al digitale. In sintesi:

  • Protezione dalla corruzione: la connessione o la comunicazione con altri dispositivi non deve generare situazioni pericolose (Allegato III, 1.1.9)
  • Software e dati di sicurezza protetti da manipolazioni intenzionali e accessi non autorizzati
  • Possibilità di registrare e conservare i dati relativi alla sicurezza
  • Aggiornabilità del software per tutto il ciclo di vita, per correggere le vulnerabilità
  • Documentazione tecnica e istruzioni anche in formato digitale
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Il quadro completo: Regolamento, CRA e NIS2

Il Regolamento Macchine non agisce da solo. Il Cyber Resilience Act (UE) 2024/2847 fissa obblighi di cybersicurezza per i prodotti con elementi digitali immessi sul mercato europeo — sviluppo sicuro, gestione delle vulnerabilità e supporto per almeno cinque anni — con effetti pieni da dicembre 2027. La direttiva NIS2 (UE) 2022/2555, già in vigore, riguarda invece le aziende: gestione del rischio, misure organizzative e notifica tempestiva degli incidenti. Costruttori e utilizzatori sono entrambi dentro questo perimetro.

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Safety + Security: un unico approccio

Una barriera fotoelettrica o un arresto di emergenza manipolabili da remoto non sono più un presidio di sicurezza. L'analisi dei rischi deve quindi diventare integrata: accanto ai pericoli meccanici, elettrici ed ergonomici valutati secondo EN ISO 12100, EN ISO 13849 e IEC 62061, il fascicolo tecnico deve considerare anche le minacce informatiche che possono compromettere le funzioni di sicurezza.

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Lo standard di riferimento: IEC 62443

Per dimostrare la conformità, la famiglia di norme IEC 62443 è oggi il quadro riconosciuto a livello internazionale: definisce livelli di sicurezza (Security Level 0-4), il modello «defense in depth» con segmentazione della rete in zone e condotti, e i requisiti per componenti e sistemi. È inoltre in sviluppo la norma EN 50742, specifica per la protezione dalla corruzione richiesta dal Regolamento. A livello organizzativo, un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni (ISO/IEC 27001) completa il quadro.

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Cosa fare concretamente: checklist per i costruttori

  • Integrare la valutazione dei rischi cyber nell'analisi dei rischi della macchina e nel fascicolo tecnico
  • Progettare «secure by design» e «secure by default»: la sicurezza attiva fin dal primo avvio
  • Definire un processo di gestione delle vulnerabilità e degli aggiornamenti per l'intero ciclo di vita
  • Segmentare le reti e separare produzione e uffici, con controllo degli accessi e autenticazione
  • Verificare la conformità dei componenti di automazione (PLC, azionamenti, HMI) alla IEC 62443
  • Aggiornare manuali e documentazione con le istruzioni per l'uso sicuro della macchina connessa

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